Diabete tipo 2: nella saliva rischi per la salute della bocca

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I pazienti che soffrono di diabete tipo 2 potrebbero avere una saliva differente rispetto a quella delle persone sane. Nella loro saliva sono state infatti trovate delle caratteristiche che li esporrebbero ad un maggior rischio per quanto riguarda la salute della bocca. I pazienti diabetici sarebbero più soggetti al rischio di carie e di altre malattie che interessano il cavo orale.

Lo hanno scoperto gli esperti della Queen Mary University di Londra. Analizzando la saliva di alcuni pazienti, gli studiosi si sono accorti che essa era meno densa, rendendo la loro bocca particolarmente secca. Tutto ciò comporterebbe che chi soffre di diabete tipo 2 avrebbe una mancanza salivare di proteine protettive e di calcio.

Da qui deriverebbero i problemi per la salute orale. Nello specifico gli studiosi hanno individuato la mancanza della proteina MUC7, che svolge una funzione protettiva contro le patologie della bocca.

Anche per la mancanza di calcio nella bocca dei pazienti con diabete tipo 2 si creerebbe un ambiente più acido e quindi più a rischio di erosione dentale. Gli esperti pensano che questa scoperta sia molto importante, perché dovrebbe essere tenuta presente soprattutto per avviare una corretta prevenzione.

Il presidente della Società italiana di paedontologia e implantologia ha specificato che nei pazienti diabetici anziani vi è una ridotta funzionalità delle ghiandole salivari:

La conseguenza è una riduzione del flusso salivare, legata all’effetto della compromissione del microcircolo tipica del diabetico, all’effetto relativo all’invecchiamento dei tessuti ghiandolari e anche agli effetti collaterali dei farmaci che questi pazienti spesso prendono (ad esempio gli anti-ipertensivi).

Per il momento non si può utilizzare la saliva per riuscire a prevedere quale possa essere l’andamento della salute della bocca nei pazienti che soffrono di diabete tipo 2. Però per il futuro si pensa di arrivare a considerare questo fattore come fra i più importanti nella valutazione della malattia e dello stato di salute generale.