È vero che Google Analytics è illegale in Italia?

251
google analytics

In questi giorni, in rete, si è scatenato un vero e proprio putiferio. Dapprima il Garante della Privacy ha ammonito un noto sito web per il mancato rispetto delle norme contenute del GDPR, il testo normativo con il quale si impone il rispetto dei dati personali degli utenti.

Successivamente migliaia di siti web sono stati contattati da un tale Federico Leva di Helsinki, un utente che chiedeva in modo molto formale la rimozione dei dati tracciati dalla navigazione.

Ma non è tutto!

Google ha annunciato il passaggio da Universal Analytics a Google Analytics 4, una piattaforma che, tra le nuove funzionalità, permetterà di gestire in modo più “rispettoso” (leggi compliance) i dati degli utenti che navigano sui nostri siti.

Il mese di luglio, quindi, è stato davvero bollente e molte agenzie si sono trovate a dover rispondere ai propri clienti preoccupati di aver commesso qualche illegalità utilizzando gli strumenti di tracciamento offerti da Google.

Siccome la materia è complessa preferiamo far parlare gli esperti suggerendo di andare a leggere l’approfondimento sulla questione di Google Analytics redatto dall’Agenzia Clickable. Oggi qui cercheremo di riflettere sulla questione dei dati e di capire se, a conti fatti, Google Analytics possa essere giudicato effettivamente illegale.

Perché Google Analytics è al centro delle attenzioni europee?

Per chi avesse seguito attentamente la questione è già noto come numerosi esperti suggeriscano di tagliare la testa al toro e passare direttamente a GA4, senza attendere la definitiva chiusura di GA3 prevista per il prossimo luglio 2023. In realtà questa soluzione, così come tutte le altre adottabili, non sistema le cose e non ci blinda dall’eventualità di esser segnalati da un utente per non aver rispettato la sua privacy.

Ciò che è importante capire, anche se sei un profano di questi argomenti, è il nodo della questione, ovvero il problema da cui nascono tutte queste complicate questioni con termini tecnici e da addetti ai lavori. Te lo spieghiamo brevemente.

Google è una multinazionale americana che offre i suoi servizi in tutto il mondo, inclusa l’Europa. L’Unione Europea ha adottato una serie di norme a tutela dei dati dei naviganti della rete e, tra queste, si verifica una “scorrettezza” piuttosto evidente nel momento in cui Google trasmette i dati tracciati in UE verso gli USA.

Cosa possiamo fare nel frattempo?

Come vedi è una questione piuttosto politica per la quale, com’è ovvio, ci sono dietro anche leciti interessi economici. Come può l’Unione Europea permettere che un’enorme quantità strategica di dati come quella tracciata da Google possa finire, senza pedaggi o limitazioni, direttamente nelle mani di una potenza mondiale competitor?

Ebbene questo vale per moltissime aziende operanti in Italia e nel mondo alle quali affidiamo, ogni giorno, i nostri dati. Facebook, WhatsApp, Amazon, Netflix ecc.. in virtù del GDPR, sono da considerarsi illegali come Analytics? No, non per il momento.

Ciò che puoi fare, se hai un sito web e sei preoccupato rispetto a questa faccenda, è consultarti con la tua agenzia di riferimento e con un legale e, soprattutto, accogliere ogni richiesta di rimozione dei dati che potrebbe giungere alla mail di amministrazione del tuo sito web.

Quando Unione Europea e USA avranno trovato un accordo, dunque, verrà il momento di prendere decisioni e adeguarsi alle norme che verranno varate. Sino ad allora vale la pena leggere, informarsi e chiedere pareri a chi se ne intende e, soprattutto, non andare in panico.