Juve dopo Pirlo e Ronaldo: le difficoltà iniziali della squadra di Allegri

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Il campionato è iniziato già da alcune settimane e ormai è evidente: la Juventus ha avviato un nuovo corso il cui primo capitolo è coinciso con l’addio di Cristiano Ronaldo. La dirigenza bianconera ha richiamato in panchina Massimiliano Allegri, il tecnico che ha vinto più di tutti in Italia negli ultimi 10 anni e che era già presente a Torino al momento dell’arrivo di CR7, nel 2018. Nemmeno il suo ritorno, però, è bastato per convincere il portoghese a continuare a sposare la causa della “Vecchia Signora”. La Juve si è ritrovata quindi senza un punto di riferimento fondamentale in avanti, un elemento che nel bene o nel male riusciva a compensare le altra lacune e a raddrizzare alcune situazioni, nascondendo la polvere sotto al tappeto.

Dopo l’esonero di Sarri avvenuto nell’estate del 2020, Agnelli aveva puntato tutto su Andrea Pirlo, che una settimana prima era stato nominato tecnico della Juventus Under 23. Il presidente bianconero sognava di formare in casa un Guardiola italiano, ma i risultati sono stati scadenti già ad inizio campionato e dopo 9 anni la Juventus ha mancato la vittoria dello scudetto rischiando addirittura la qualificazione in Champions, portando comunque a casa le altre coppe nazionali. Ormai non sussistevano più le condizioni per andare avanti con Pirlo, ma almeno per il momento sembra che con la ricomparsa di Allegri il quadro generale non sia mutato più di tanto.

La rosa della Juventus dà quasi la sensazione di essere raffazzonata, specie a centrocampo. I vari Rabiot, Ramsey e Bentancur faticano ad esplodere. Il mister livornese punta più su elementi duttili come Danilo e Cuadrado. Il fiore all’occhiello della squadra è diventato Federico Chiesa, tra gli azzurri più decisivi nella vittoria della Nazionale italiana ad Euro 2020. In avanti, per coprire il posto lasciato da Ronaldo, è tornato Moise Kean, che però non ha cominciato benissimo la sua terza vita nella Juve, rendendosi amaramente protagonista nell’azione del gol finale che ha portato alla sconfitta contro il Napoli.

In difesa, la solfa è sempre la solita. Bonucci e Chiellini sono i leader, ma raramente si ritroveranno a fare coppia durante questa stagione. Il capitano si ritrova con una carta d’identità ingiallita e il suo impiego deve essere centellinato. De Ligt vanta uno degli ingaggi più onerosi della rosa e non può non giocare, quindi il più delle volte sarà lui ad affiancare Bonucci. Il vero problema, però, è in porta: nel finale della passata stagione Szczesny aveva iniziato a perdere colpi e nelle prime giornate del campionato attuale le sue papere hanno fatto perdere punti preziosissimi. In estate Buffon ha scelto di continuare a giocare a Parma e in panchina non sono arrivate riserve dall’esperienza internazionale. La Juve deve sperare in una pronta ripresa del polacco.

Insomma, i grattacapi non sono affatto pochi per Allegri. La Juventus non sembra più il fortino di qualche anno fa e nemmeno lo scenario delle scommesse sulla Serie A vede i bianconeri come i favoriti assoluti per la vittoria finale. L’Inter ha perso Conte, ma risulta molto più compatta rispetto alla “Vecchia Signora”, senza contare che l’organico complessivo annovera elementi di maggiore caratura. Che sia davvero finito il ciclo bianconero?