Dario Lo Bosco lascia la presidenza di RFI, continuano le indagini sulle tangenti in Sicilia

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Dario Lo Bosco, dopo l’inchiesta della squadra mobile di Palermo che lo ha visto coinvolto su un caso di tangenti in Sicilia, lascia la Presidenza di Rete Ferroviaria Italiana.

Dopo l’inchiesta effettuata in questi giorni dalla Squadra Mobile di Palermo su un appalto della Regione di 26 milioni di euro, Dario Lo Bosco annuncia di voler lasciare la presidenza di Rete Ferroviaria Italiana. La decisione di Lo Bosco giunge ad Rfi tramite il suo legale, l’avvocato Bartolomeo Romano. “Pur essendo certo che la magistratura potrà, nei tempi più brevi possibili, ristabilire la verità dei fatti riconoscendo la mia piena estraneità agli addebiti che mi sono stati rivolti, – scrive Lo Bosco – non voglio, in alcun modo, che una mia eventuale permanenza nella carica di presidente possa proiettare ingiustificate ombre anche sulla società alla quale sin qui, con passione e impegno, ho dedicato la mia vita professionale negli ultimi anni”.

Dario Lo Bosco, finito agli arresti domiciliari, è stato accusato di aver infatti intascato una tangente di circa 56mila euro dall’imprenditore agrigentino Massimo Campione, titolare di un’impresa di costruzioni, strade e impianti eolici. Seconda l’inchiesta sulla tangenti, nella cartella ritrovata all’imprenditore all’aeroporto Falcone Borsellino di Palermo- dove erano riportate le mazzette da distribuire a diversi funzionari sicilia- vi era anche il nome di Dario Lo Bosco, forse per per l’acquisto di un prototipo che avrebbe dovuto utilizzare Rfi.

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