Turismo in Sicilia: Modica e la Val di Noto

Chi oggi ammira Modica e la Val di Noto in veste di turista potrebbe rimanere sorpreso nello scoprire l’importanza storica che questa location ha avuto nel corso dei secoli: Modica è stata, infatti, il capoluogo della contea degli Enriquez-Cabrera, e dunque un centro di prestigio sia dal punto di vista amministrativo che dal punto di vista politico.

Modica al tempo del Regno delle Due Sicilie

Tale contea costituiva una sorta di Stato nello Stato ai tempi del Regno delle Due Sicilie: i conti di Modica erano ricchi, autorevoli e rispettati. Oggi la città sta conoscendo un periodo molto florido sul piano turistico, anche per l’attenzione prestata alle esigenze di chi la visita; basti pensare al quartiere di Modica Sorda e allo sviluppo commerciale che lo stesso ha avuto. Ma anche per quel che concerne la gastronomia, la località siciliana è un punto di riferimento per molti golosi, come dimostra la presenza di locande, taverne e, ovviamente, cioccolaterie.

Modica tra il Settecento e l’Ottocento

Eppure un tempo non era così: tra il XVIII e il XIX secolo i viaggiatori non erano per nulla attirati da quest’area dominata dai Monti Iblei, e di sicuro a contribuire alla sua cattiva fama era il disagio che si doveva affrontare per arrivarvi. Colpa di un percorso che conduceva sì alla Valle dei Templi, ma che era senza alcun dubbio poco agevole, e per di più privo di locande in cui trovare ristoro. A peggiorare ulteriormente questo quadro era il dilagare di malattie infettive, con le zone intorno alle paludi funestate dalle febbri malariche, mentre il diffondersi di bande di briganti non aumentava certo la sicurezza di chi passava da queste parti.

L’offerta turistica

Negli anni Trenta del XIX secolo Modica poteva contare su poco meno di 20mila abitanti ed era riconosciuta come la capitale della Val di Noto: eppure era del tutto priva di locande e di strade che facilitassero il transito. Oggi, per fortuna, i turisti possono contare su un’offerta attenta alle loro esigenze, anche nei dintorni. Ne sono un esempio gi iGV Club: Baia Samuele è un villaggio turistico situato a una decina di chilometri da Modica, con un anfiteatro, quattro bar, tre ristoranti, una vasca idromassaggio, una piscina, un bazar e perfino un cinema offre tutto ciò di cui i turisti possono aver bisogno, inclusi un baby club, un fotografo, una boutique, un mini club e un’area wifi.
Trovi maggiori informazioni sul sito iGV: http://www.igrandiviaggi.it/italia/sicilia.cfm

Alla ricerca di resti archeologici

Ne è passato di tempo dal Settecento, secolo in cui il Grand Tour era un obbligo a cui praticamente non ci si poteva sottrarre, al punto che nel novero delle belle arti veniva inclusa perfino quella del viaggiare. Ma com’era la Val di Noto ai tempi? Si trattava di una delle tre valli, insieme alla Val di Mazara e alla Val Demona, in cui gli Arabi avevano diviso la Sicilia. Chi veniva qui nel XVIII secolo era in cerca di resti materiali della civiltà greca, di quella romana e di quella classica, sperando di trovare frammenti archeologici di valore.

La ricostruzione dopo il sisma del 1693

Nel 1693 la Sicilia era stata colpita da un forte terremoto che aveva interessato la parte sud-orientale della regione: dopo quel sisma, in ogni caso, le città erano state ricostruite, con uno stile barocco ben riconoscibile, ma per questa ragione erano state censurate o omesse dai resoconti dei viaggi. Eppure Modica negli anni ha dato i natali anche a personaggi di rilievo: uno su tutti, il poeta Salvatore Quasimodo, che vide la luce proprio qui il 20 agosto del 1901, e che era solito definire la Sicilia come una terra impareggiabile. Certo, si tratta di un aggettivo che si presta a molteplici interpretazioni, anche all’insegna di una certa ambiguità: ma non è proprio questo il fascino di queste terre?

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