Incendi in Sicilia: nel 2016 molti roghi ma poche denunce

Gli incendi in Sicilia sembrano costituire un caso molto particolare. Secondo i dati che sono emersi dal rapporto ecomafia presentato da Legambiente e che riguardano il 2016, gli incendi dello scorso anno sarebbero stati 735 nell’isola. Un dato allarmante, perché, proprio in riferimento all’anno scorso, la Sicilia è stata la seconda regione d’Italia per numero di roghi. In questa classifica la Sicilia viene superata soltanto dalla Campania. A tutto questo sembra non corrispondere un numero adeguato di denunce, perché si apprende che a fronte di 735 roghi ci sarebbero state soltanto 14 denunce.

Ci sono state molte critiche rivolte anche al governo regionale, soprattutto per presunti ritardi nello stanziamento di fondi e per le misure adottate nel pianificare la campagna antincendi. Allo stesso tempo è importante chiedersi che cosa ci sia dietro a questi roghi, quali siano le cause vere degli incendi in Sicilia. Spesso si tende a generalizzare parlando di piromani. Gli esperti però spiegano che non si possono riassumere in un’unica categoria delle persone che corrispondono a profili differenti.

Alcune sono persone che agiscono in presenza di un disturbo psicopatologico. Ma il piromane è di solito una persona con tratti antisociali, con un livello di scolarizzazione basso. Molti potrebbero essere definiti come persone ingenue, che nutrono un desiderio per il fuoco e che a volte si ritrovano in prima persona a chiamare i vigili del fuoco, collaborando allo spegnimento dello stesso.

Tuttavia soltanto il 20% degli incendi dolosi può essere collegato ai cosiddetti piromani, nel senso stretto della parola. Un incendio può scoppiare per vari motivi, perché si intende bruciare i rifiuti, ripulire i terreni o rigenerare i campi per il pascolo, non riuscendo poi a controllare il fuoco. A volte gli incendi sono dovuti anche ad azioni rapportabili alla criminalità organizzata, per speculazioni nel settore dei fondi messi a disposizione per l’agricoltura. Altre volte si può trattare di vere e proprie ritorsioni.

Molti affermano che siano gli stessi operai antincendio ad appiccare il fuoco per non perdere il lavoro. Gli esperti affermano il contrario: tutto ciò non avrebbe senso, perché poi verrebbero ridotte le aree boschive da controllare. Ci possono essere degli interessi economici dietro il fenomeno degli incendi in Sicilia? Sicuramente c’è da chiedersi anche questo, considerando la questione in un quadro ben più complesso di quello che apparentemente sembra mostrarsi.

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