Madia puntualizza: Il dirigente che non licenzia sarà licenziato

Intervenuta al Corriere della Sera il Ministro della P.a. Marianna Madia, puntualizza alcuni passaggi del decreti attuativi per la pubblica ammnistrazione.

“Tutti i provvedimenti danno il segno del cambiamento. Sia questi undici sia gli altri nove che presenteremo entro agosto” poi proseguendo:

Un decreto che certamente rappresenta un sfida rispetto al passato è quello sulla riduzione delle società partecipate. Non potranno sopravvivere le cosiddette scatole vuote, le società doppione, inattive, sotto il milione di fatturato, in perdita per 4 esercizi negli ultimi 5 anni e quelle con una produzione non riconducibile a un interesse generale. Le amministrazioni che partecipano queste società dovranno predisporre i piani di razionalizzazione e se dopo un anno non le avranno chiuse o fuse con altre efficienti, lo farà il ministero dell’Economia al posto loro.

Per quanto riguarda i servizi pubblici: “dovranno essere organizzati su un’area territoriale non inferiore alle ex Province”, spiega. “E se l’amministrazione vuole mantenere la gestione in house, deve dimostrare che essa è vantaggiosa per i cittadini e ottenere il via libera dell’Antitrust”.

Poi Madia snocciola la seconda parte dei pacchetti decreti: “Si fonda su un cambiamento del criterio guida delle assunzioni. D’ora in poi, se vinci il concorso sei assunto. Ma i concorsi non si faranno più in base ai buchi delle piante organiche ma sui fabbisogni professionali, come si fa in un’azienda privata. Al dirigente pubblico saranno garantite l’autonomia e l’indipendenza fin dall’assunzione per concorso. Ma esse non saranno più legate all’inamovibilità intesa come un percorso automatico di carriera. Passeremo invece a una carriera legata alle valutazioni ricevute. Basta restare a vita nello stesso posto”.

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